24 ago, 2010
exchange outlook
Il nome delle cartelle della mailbox di un account su Exchange, viene memorizzato all’interno del server: questo viene creato quando il primo client accede alla mailbox per la prima volta. Exchange rileva la lingua del client ed in base a questa genera le cartelle della mailbox.
Nel caso in cui il server non riesca per qualsiasi motivo a riconoscere il linguaggio del client, i nomi applicati alle cartelle default della mailbox saranno in inglese, avendo una situazione simile a questa:
- “Inbox” al posto di “Posta in Arrivo”
- “Outbox” al posto di “Posta in Uscita”
- “Sent Items” al posto di “Posta inviata”
e così via…
Una volta verificati alcuni parametri, tra cui il linguaggio dell’applicazione client ed il Regional Setting (da Pannello di Controllo -> Impostazioni Internazionali), possiamo risolvere questo problema puramente estetico resettando le cartelle con un semplice comando.
Ci basterà da start -> Esegui, digitare:
Una volta riavviato il client, le cartelle saranno rinominate in manire conforme alla lingua del proprio sistema!
23 ago, 2010
ram utility Windows7

Per iniziare nel migliore dei modi, diamo subito un’occhiata ad una delle nuove utility presenti nel sistema, che magari è scappata agli occhi dell’utente distratto: Windows Memory Diagnostic Tool.
Nello sfortunato caso ci trovassimo a sperimentare misteriosi blocchi durante l’utilizzo del nostro pc, potremmo ricorrere all’utility per determinare se tali problemi possano essere attribuibili a dei problemi hardware di Ram o Cache integrata.
Il tool è utile anche per testare la stabilità della memoria in seguito ad un eventuale overclock.
Per eseguire Windows Memory Diagnostic tool, è possibile operare in differenti modi:
1) Dal menù start, scrivendo “memoria” nel campo di ricerca e cliccando su “Diagnostica memoria Windows”; all’apertura del programma, basterà cliccare su “riavvia ora ed individua eventuali problemi”. Il sistema si riavvierà e partirà il test che richiederà diversi minuti. Al successivo riavvio verrà proposto un report con tutti i risultati del test.
2) Dal pannello di controllo: andremo su “Strumenti di amministrazione” e da lì eseguiremo il tool.
3) Dal prompt dei comandi: lanciata una shell con il comando “cmd”, eseguiamo il comando mdsched.exe per lanciare il programma (è necessario eseguire il prompt in qualità di amministratori).
4) Dal boot manager di Windows: nel caso il sistema non si avvii a causa dei problemi, basterà premendo il tasto funzione F8 in fase di boot per accedere alle opzioni di avvio, da qui potremo scegliere di eseguire l’utilità diagnostica.
Grazie alla comodità di quest’utility integrata finalmente nel sistema non sarà più necessario ricorrere ad utility di terze parti per diagnosticare con certezza un guasto hardware della memoria.